Fagioli alla colombiana

Difficoltà: Media

Preparazione: 55 min

Cottura: 40 min

Dosi per: persone

Costo: Basso

Senza glutine | Senza lattosio | Vegano |

Ingredienti

  • 250 gr di fagioli borlotti secchi
  • 1,5 l di acqua
  • 1 peperone rosso
  • 1 cipolla bianca
  • 1 platano o 2 patate medie
  • 2 spicchi d’aglio
  • coriandolo fresco
  • origano
  • timo
  • olio extravergine d’oliva Fonte Torre
  • sale

Preparazione fagioli alla colombiana

  1. Pulite e lavate tutte le verdure. Tagliate il platano (o le patate) e i peperoni a pezzetti piccoli, la cipolla sottile, il coriandolo tritato.
  2. Mettete in ammollo i fagioli una notte intera. Prima di cuocerli, scolate i fagioli e sciacquateli sotto l’acqua fredda. Metteteli in una pentola, copriteli d’acqua e fateli cuocere lentamente. Alla fine aggiungete il platano (o le patate), mescolate e proseguite la cottura.
  3. Nel frattempo preparate un soffritto con un cucchiaio d’olio extravergine d’oliva, cipolla, peperone, aglio. Fate cuocere qualche minuto, aggiungete origano, timo e aggiustate di sale.

Curiosità

I frijoles si mangiano durante la settimana, non è un piatto delle feste, e vanno serviti caldi. Possono essere accompagnati da riso thai o basmati. In alternativa ai borlotti potete usare fagioli dell’Ecuador oppure fagioli neri. In America Latina ci sono moltissime varietà di legumi con cui si fanno zuppe o piatti semplici e speziati. Trovate il platano nei negozi etnici oppure potete usare le patate: entrambi ricchi di amido.

Sprigionare le sostanze salutari contenute nell’aglio

L’aglio contiene una sostanza denominata Allicina, quella che dà all’aglio il suo odore caratteristico. Questa sostanza, che deriva da un precursore inodore (Alliina), ha molte proprietà salutari: è anti-ossidante e quindi protegge le cellule dall’aggressione dei radicali liberi che sono cancerogeni. Inoltre riesce ad arrestare la divisione cellulare e contrasta anche l’angiogenesi, cioè la creazione di nuovi vasi sanguigni che favoriscono la sopravvivenza e la crescita dei tumori. Si ritiene che l’Allicina riesca anche ad ostacolare la migrazione di cellule tumorali, con possibili effetti protettivi rispetto alla metastatizzazione dei tumori. Questi effetti sono stati testati e accertati non solo negli studi eseguiti in laboratorio ma anche osservando cosa succede a chi consuma aglio nella propria alimentazione. Le evidenze di un effetto protettivo dell’aglio riguardano diverse forme di cancro: allo stomaco, alla prostata, al colon e, con evidenze meno forti, al polmone, alla mammella, alla laringe, all’esofago e al cavo orale. Per trasformare l’Alliina in Allicina le cellule di cui è composto l’aglio devono rompersi prima della cottura. Il metodo più efficace è quello di schiacciare l’aglio con una forchetta, premendo forte, e rosolarlo o cuocerlo. La cottura dello spicchio intatto comporta solo la denaturazione dell’Alliina senza che si formi la preziosa Allicina (e tagliarlo dopo la cottura non cambia niente). Anche sminuzzare l’aglio prima di cuocerlo va bene, ma l’aglio schiacciato funziona ancora meglio. [Fonte: Siegfried Knasmüller (Hrsg), Krebs und Ernährung, Georg Thieme Verlag, Stuttgart, 2014, pagina 330-335]